• karmen83

Musica e danza nel Medioevo arabo

Tra i ricordi di bambina ce n'è uno che voglio raccontarvi.

Un libro, uno di quelli con la copertina rigida in simil pelle, con il titolo stampato in caratteri dorati e il segnalibro in stoffa dello stesso colore della copertina. Era di un bel rosso bordeaux e se non sbaglio mi arrivava da casa dei miei cugini “grandi” che vivevano sullo stesso pianerottolo.

Quel libro era “Le mille e una notte”.

Ero ai primi anni delle elementari e, pur non avendo figure, adoravo sfogliarlo e leggere le sue pagine. Chissà all'epoca come leggevo quei nomi tanto strani e quanto realmente ne capissi di quelle storie eppure so per certo che avere quel libro tra le mani mi piaceva tantissimo, mi sentivo attratta dalla sua forza.



“Le mille e una notte” è la più famosa raccolta di novelle di tutti i tempi. Alimentano il mito d'Oriente da più di 300 anni, da quando fu tradotta per la prima volta in francese e le sue storie esplosero alla corte del Re Sole.

Il primo nucleo di fiabe di “Alf layla wa layla” (titolo in arabo) risale al X sec. per poi essere arricchito fino alla sua versione definitiva del 1400.

Un'avvincente narrazione nella narrazione in cui la protagonista, la principessa Shahrazad, si salva la vita raccontando ogni sera una novella al suo sultano Shahriyar il quale, tradito da una delle sue mogli, per ira e vendetta contro il genere femminile, uccide sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze. La principessa, furbamente, rimanda ogni volta al giorno seguente il finale della storia raccontata in modo da incuriosire il sovrano e guadagnare un giorno in più di vita.

Shahrazad, simbolo della femminilità e la fantasia che trionfano sulla ferocia, racconta avventure di principi e imprese di malandrini, amori e stregonerie, geni prigionieri di una lampada e burloni, califfi di Baghdad e facchini del Cairo, storie che ancora oggi sono fonte di grande ispirazione.

I racconti orientali di questa raccolta hanno origine egiziana, irachena ed indo-persiana e ci dicono molto sullo stile di vita di quell'epoca, una realtà fatta di osterie, taverne e luoghi di divertimento in cui erano presenti anche la musica e la danza.

Se della musica e del canto si sono occupati musicisti e filosofi del tempo come Al-Kindi e Al-Farabi, per la danza anche questa volta dobbiamo accontentarci di qualche accenno sporadico.

Sappiamo che le danzatrici erano in realtà artiste complete abili anche nel suonare ed interpretare canti: disponevano di un repertorio che accompagnava i loro movimenti, usavano bacchette per portare il tempo e suonavano tamburello e tamburo.

La danza divenne vera e propria arte d'intrattenimento e parte integrante della vita quotidiana nei lussuosi ed opulenti palazzi di califfi e sultani ma anche di altri luoghi come taverne ed “hammam”.

Ma allora.....è nel medioevo che nasce la “danza del ventre”?

E no....c'è solo qualche piccolissimo semino da ricercare soprattutto nella struttura della musica, una delle arti più importanti della cultura arabo islamica e che ha esercitato una influenza decisiva nella tipologia dei movimenti melodici e ritmici della danza orientale odierna.

Si sa, alla fine parte tutto dalla musica!

Ed è proprio a partire dalla musica che, pur non conoscendo i passi danzati all’epoca, grandi maestri attuali si sono lasciati ispirare per dare vita a meravigliose coreografie estremamente eleganti e raffinate. Sto parlando dello stile “arabo andaluso”, uno dei miei preferiti e che propongo spesso ai miei workshop di danza (le allieve ne sono ogni volta entusiaste!).

La musica arabo-andalusa è nata nella Spagna islamica e fiorita tra il IX ed il XV secolo durante la presenza moresca nella penisola Iberica. Pare che il capostipite sia stato il musicista persiano Ziryab che fu musicista di corte a Cordova.

Qui potete ascoltare un po’ di questo stile musicale che vi porterà lontano con la fantasia….



Vi propongo poi “Lamma Bada”, uno dei brani più conosciuti e che è per me una fonte di ispirazione continua (e non solo per me, esistono una marea di versioni ed arrangiamenti musicali!)


Il primo a esprimere una propria geniale creazione in danza è stato il maestro egiziano Mahmoud Reda (detto “il maestro dei maestri” e che purtroppo ci ha lasciati il 10 luglio di quest’anno).


A partire dai suoi contributi ogni coreografo ha dato una propria interpretazione.

Il Medioevo arabo continua ancora oggi a farci sognare con la sua musica, le sue poesie, le sue fiabe….che meraviglia!



Carmen Famiglietti, performer, insegnante e coreografa esperta in danze etniche, laureata in Beni archeologici orientali e direttrice artistica dell'associazione "PERLA ETNICA". Da anni è impegnata nello studio di danze, musica e culture del mondo.

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