• karmen83

Danze orientali arcaiche

Aggiornato il: 18 nov 2020

Raqs Sharqi, due parole arabe che insieme indicano quella che noi occidentali comunemente conosciamo come “danza del ventre”.

Pur essendo considerata una delle danze più antiche al mondo in realtà è difficilissimo ricostruire le origini di questa danza per la scarsità di fonti scritte antecedenti al XIX sec. d.C. Ciò che possiamo affermare senza ombra di dubbio è che la danza orientale, così come la conosciamo oggi, è il risultato di continue e successive influenze fra varie danze mediorientali avvenute in epoche diverse e che hanno fatto sì che questa danza giungesse fino ai giorni nostri, pur essendo sempre relegata ai margini della società arabo-islamica, in una moltitudine di stili e varianti regionali.

Sono state proposte molte teorie sulle origini della danza orientale, in mancanza di fonti scritte tutte basate su ritrovamenti archeologici e raffigurazioni su supporti vari. Nonostante la moltitudine di teorie ed ipotesi, alle volte anche un po' strampalate, la più diffusa e famosa è l'ipotesi secondo la quale la danza orientale delle origini sia collegata all'antico culto della Dea Madre, un culto sacro diffuso e praticato presso le civiltà pre-urbane in medioriente, in Africa, in India ed altre zone dell'Asia. Data la difficoltà di mettere in connessione diretta la danza orientale odierna con tali antiche danze preferisco parlare di danze orientali arcaiche e non di origini della “danza del ventre”.

Durante il Neolitico era già forte la connessione tra la fertilità della terra e quella della donna. Probabilmente nelle danze arcaiche venivano mimati i movimenti degli animali importanti per l'economia dell'epoca ed il germogliare delle piante, c'erano riunioni di donne che effettuavano movimenti oscillatori del bacino e del ventre ed è ipotizzato che tali movimenti venissero utilizzati anche in occasione del parto, sia per la sua preparazione che nel momento stesso della nascita. Queste danze erano dunque utilizzate per onorare la Dea Madre e per propiziare la fertilità della terra.

In assenza di fonti scritte per periodi storici così antichi (c'è solo qualche piccolissimo e sporadico accenno in pochissimi testi) dobbiamo basarci su testimonianze iconografiche e ritrovamenti archeologici, soprattutto strumenti musicali, avvenuti in alcune zone dell'Africa e dell'Asia. E' proprio grazie ai ritrovamenti archeologici che possiamo azzardare delle ipotesi sulle danze orientali arcaiche.

Possiamo fare riferimento a:

- ritrovamenti ad URUK, un importante centro urbano per la storia della Mesopotamia e anche periodo storico che va più o meno dal 3800 al 3000 a.C. Sorgeva sulla sponda del fiume Eufrate.

- raffigurazioni di danzatrici sulla ceramica di SAMARRA, altro centro urbano importante della Mesopotamia che sorgeva sulle sponde del fiume Tigri.

L'antica Mesopotamia, per chi non lo sapesse, è collocabile nell'attuale Iraq.


Infine c'è il ritrovamento di una placchetta a rilievo risalente al periodo paleobabilonese in cui sono raffigurate dua altissime e longilinee danzatrici accompagnate da scimmiette e due suonatori di liuto.

In conclusione possiamo affermare che le danze orientali arcaiche fossero eseguite durante cerimonie religiose e forse anche in altre occasioni come matrimoni e feste tribali.


Informazione utile: l'immagine della placchetta paleobabilonese che vi mostro alla fine del video è tratta dal libro "Mesopotamia. Assiri, sumeri e babilonesi" di Enrico Ascalone.



Carmen Famiglietti, performer, insegnante e coreografa esperta in danze etniche, laureata in Beni archeologici orientali e direttrice artistica dell'associazione "PERLA ETNICA". Da anni è impegnata nello studio di danze, musica e culture del mondo.

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